La mascalcia un pò come tutte le arti che una persona può esprimere è in evoluzione. A seconda dei libri che si studiano su questo argomento, cambia il modo di concepirla. Da ragazzo pensavo ad un intervento drastico sull’unghia del cavallo, con un pareggio vistoso della muraglia e della suola, così come avevo visto fare da mio padre e da altri maniscalchi. Poi da maniscalco più maturo ho deciso di aderire allo stile di mascalcia naturale, rispettando di più tutto l’animale. Per questo cerco di limitare il mio intervento togliendo meno muraglia possibile, lasciando quasi intatta la suola e conservando parte delle barre come appoggio. Cerco in oltre di inserire il minor numero di chiodi possibile, assicurando però solidità al ferro.
Conclusione con approfondimenti chiave
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Prorpio per agevolare il cavallo, seguendo il concetto di mascalcia naturale, generalmente, utilizzo ferri a bietta ai talloni e sbarchettati in punta. Cioè in fase di aggiustamento del ferro molo i talloni e arrotondo la punta del ferro, così da facilitare l’atterraggio e lo stacco dello zoccolo.


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